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LA BIBBIA NEL PARCO
1999
2010
 
 
 
 
3° EDIZIONE - NATALE 1999 - "MISERICODIA"

QUADRO N. 1 - Giubileo

Abbiamo preso spunto dall'approssimarsi dell'anno giubilare per scegliere come filo conduttore dei quadri rappresentati lungo il percorso, il tema della "misericordia" per sottolineare che l'Anno Santo ricorda l'amore reciproco fra Dio e gli uomini e fra gli uomini tutti. Questo quadro rappresenta il simbolo del Giubileo in cui la parte centrale, in azzurro, indica il globo terrestre su cui domina la Croce. La Croce, a sua volta, è composta da tre linee a simboleggiare la Trinità. Le cinque colombe, di colore diverso, rappresentano i cinque continenti e si intrecciano in un abbraccio orizzontale fra gli uomini. Infine, la luce che si sprigiona dal centro simboleggia Cristo, luce del mondo. Proseguendo sul percorso attraverserete simbolicamente una porta, simbolo del ritorno alla casa del Padre, secondo lo spirito del Giubileo.

QUADRO N. 2 - Giuseppe e Beniamino

Questo quadro rappresenta il tenero abbraccio fra Giuseppe e Beniamino, figli di Giacobbe. Giuseppe, dopo essere stato venduto dai fratelli ad una carovana di mercanti diretti in Egitto, era diventato Viceré d'Egitto. Successivamente, avendo riconosciuto i fratelli che si erano recati in Egitto per acquistare del grano, chiese loro di portare al suo cospetto Beniamino, il più piccolo dei suoi fratelli. Quando essi furono tornati con Beniamino, Giuseppe si fece riconoscere e, dimentico del male ricevuto, abbracciò i fratelli e li fece stabilire in Egitto, nella terra di Gessen, per consentirgli di sopravvivere alla carestia.

QUADRO N. 3 - Vocazione e missione di Mosè

Il quadro che state osservando richiama l'alleanza fra Dio e il suo popolo, alleanza rinnovata attraverso il simbolo delle tavole incise. Già una prima volta Dio aveva proclamato la sua Legge in Dieci Comandamenti, incisi su tavole di pietra. Le tavole erano però state distrutte da Mosè che, indignato dall'idolatria degli ebrei, le aveva scagliato contro l'idolo da questi realizzato ed adorato. In questo modo Dio manifesta la sua natura di Dio di pietà e di misericordia concedendo agli Ebrei un seconda possibilità, riscrivendo le tavole.

QUADRO N. 4 - L'inviato di Dio

Il brano biblico, tratto da Isaia, rappresentato in questo quadro, descrive il passaggio dalla sofferenza alla gioia, dalla schiavitù alla libertà, passaggio qui evidenziato dalla diversa colorazione delle luci e dei vestiti, interpretando a pieno lo spirito del Giubileo, anno di rinascita spirituale.

QUADRO N. 5 - La saggezza di Salomone

Il tema della misericordia, filo conduttore dei vari quadri, è in questo caso identificato con l'amore materno che si spinge al sacrificio dell'abbandono pur di salvare la vita alla propria creatura. Si erano, infatti, presentate al cospetto di Salomone, due madri. Le due donne dormivano nella stessa stanza ed essendo morto durante la notte il figlioletta di una delle due, questa lo aveva sostituito con il figlio dell'altra donna. Per provare quale fosse la vera madre, re Salomone, noto per la sua saggezza, aveva ordinato di dividere a metà il bambino. La falsa madre aveva acconsentito mentre la vera madre, pur di salvare il bimbo ne aveva rinnegato la maternità.

QUADRO N. 6 - Giona

La storia del profeta Giona rappresenta il rifiuto della tenerezza di Dio, quindi il rifiuto di accettare l'idea di un Dio non solo gi giustizia ma anche di vita e di perdono. Dio aveva affidato a Giona la missione di recarsi nella città di Ninive, capitale dell'Assiria, il cui re aveva reso schiavo il regno d'Israele, per predicare la conversione. Rifiutando tale compito, Giona era dapprima fuggito ma dopo mille traversie aveva raggiunto Ninive e aveva annunciato ai suoi abitanti l'imminente castigo. Il re di Ninive gli credette e, deposto le vesti regali, ordinò ai suoi uomini di fare penitenza. Dio perdonò gli abitanti di Ninive e ciò rattristò molto Giona. Allora Dio fece crescere vicino alla tenda di Giona un ricino perché potesse ripararsi dal sole e dalle intemperie. Dopo un po' di tempo, durante la notte lo fece seccare. Ciò dispiacque molto a Giona ma Dio voleva dimostrargli che se lui provava dispiacere per la pardita di qualcosa che aveva ottenuto senza alcuna fatica, a maggior ragione Dio non poteva non provare pietà per tantissime persone che, sebbene peccatori, avevano accolto il suo invito al pentimento.

QUADRO N. 7 - Il buon Samaritano

Questo quadro rappresenta la parabola del Buon Samaritano. Racconta di un uomo che, mentre scendeva da Gerusalemme a Gerico, era stato assalito e derubato da alcuni briganti. Un sacerdote ed un levita che lo avevano visto a terra sanguinante non lo avevano soccorso, mentre un samaritano lo aveva aiutato e gli aveva pagato le cure dopo averlo portato in una locanda. Attraverso questa parabola Gesù insegna ad ognuno di noi a fare del bene, ad essere misericordioso nei riguardi del prossimo, senza distinzione di classe sociale, razza o fede.

QUADRO N. 8 - Il figlio prodigo

La parabola del figlio prodigo vuole simboleggiare l'amore di Dio verso tutti i suoi figli ed in modo particolare verso i più deboli, verso i peccatori. In questo quadro la scena è dominata dal padre, il cui amore è incompreso sia dal figlio perduto, che non pensa di meritare il suo perdono, sia dal figlio buono.

QUADRO N. 9 - Benedetta tra le donne

In questo quadro viene rappresentata Maria, prescelta fra tutte le donne per concepire il Figlio di Dio. L'incarnazione rappresenta il momento sublime della misericordia di Dio. Dio, infatti. Si fa simile agli uomini per condividerne lo stato di miseria e di peccato e, attraverso il suo sacrificio, salvare l'umanità.

QUADRO N. 10 - La Natività

 

 

 

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