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LA BIBBIA NEL PARCO
2000
2010
 
 
 
 
4° EDIZIONE - NATALE 2000 - "IL MIRACOLO"

QUADRO N. 1 - La Creazione

Questo quadro apre il percorso fra alcuni dei più conosciuti miracoli dell'Antico e del Nuovo Testamento. La creazione, che qui viene rappresentata, è in assoluto il primo miracolo che Dio ha compiuto. Da una iniziale massa informe Dio separò la luce dalle tenebre, poi creò il cielo, separò il mare dalla terra, creò il sole, la luna, le stelle, gli animali ed infine l'uomo. Nella nostra rappresentazione è stata evidenziata la volontà divina di separare la luce dalle tenebre (che viene simboleggiata dal dito puntato) e la fase, ancora non completa, della creazione del'uomo e della donna (rappresentati ancora in fase embrionale), uomo e donna benedetti da Dio perché fossero simbolo luminoso del loro Creatore.

QUADRO N. 2 - Il Roveto Ardente

In questo quadro viene rappresentato il miracolo del roveto ardente narrato nel Libro dell'Esodo. Mentre Mosè pascolava il gregge del suocero sul monte Oreb, gli apparve l'angelo del Signore in forma di fuoco che ardeva in mezzo ad un roveto senza consumarlo. Dio chiese a Mosè, che si era avvicinato al roveto, di togliersi i sandali perché si trovava su terra santa e gli comunicò la sua missione: salvare il popolo d'Israele, schiavo del faraone d'Egitto e condurlo verso la terra promessa.

QUADRO N. 3 - Eliseo

In questo terzo quadro viene rappresentato un altro miracolo dell'Antico Testamento, la moltiplicazione dell'olio della vedova. Una donna, vedova di un discepolo del profeta Eliseo, doveva cedere, come schiavi, i suoi due figli ad un creditore. Si rivolse, pertanto, al profeta Eliseo, il quale le chiese di farsi prestare dai vicini quanti più vasi vuoti fosse possibile avere, chiudersi in casa con i suoi figli e versare il poco olio che le era rimasto in questi vasi. L'olio non si esaurì mai tanto che la vedova riuscì a pagare il debito e a vivere serenamente con i due figli.

QUADRO N. 4 - Il miracolo di Elia

Con questo quadro si conclude il percorso fra i miracoli dell'Antico Testamento. Acazia, re di Samaria, era caduto dalla finestra della sua camera. Per sapere se sarebbe guarito mandò dei messaggeri a consultare il dio di Accaron. L'angelo del Signore disse allora ad Elia di recarsi incontro ai messaggeri e dirgli che poiché Acazia non si era rivolto al Dio d'Israele sarebbe morto. I messaggeri tornarono dal re e gli raccontarono quanto gli era stato riferito da Elia. Allora il re inviò per due volte da Elia, un comandante con cinquanta soldati ordinandogli di scendere dalla montagna su cui dimorava. Elia rispose: " Se io sono uomo di Dio, scenda un fuoco dal cielo e divori te e i tuoi cinquanta uomini". Il terzo comandante mandato da Acazia, anzicchè essere arrogante, si inginocchiò e supplicò Elia di scendere. Elia scese dal monte e ripetè al re che era volere di Dio che egli morisse. In questo passo dell'Antico Testamento il miracolo viene utilizzato come strumento punitivo di Dio allo scopo di inculcare l'obbedienza verso i suoi profeti.

QUADRO N. 5 - Le nozze di Cana

Con il miracolo delle nozze di Cana, il primo miracolo di Gesù, si apre il percorso attraverso alcuni dei miracoli del Nuovo Testamento. Gesù, Maria e i discepoli erano stati invitati ad uno sposalizio a Cana di Galilea. Venuto a mancare il vino, Maria chiese al figlio di provvedere, Gesù chiese, allora, ai servi di riempire delle giare con acqua, di attingere da esse e portarne al direttore di mensa, il quale si stupì della bontà del vino che gli era stato servito. Con questo primo segno Gesù rivelò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in Lui.

QUADRO N. 6 - La pesca miracolosa

Un giorno, mentre diffondeva la parola di Dio alla folla, Gesù vide due barche vuote sulla riva e i pescatori che lavavano le reti. Gesù chiese a Simone di accompagnarlo in acqua. Si sedette sulla barca e continuò ad insegnare alla folla. Quando ebbe finito, chiese ai pescatori di andare al largo a calare le reti. Simone, sebbene avessero invano tentato di pescare tutta la notte, obbedì. Le reti si riempirono di pesci fino a rompersi. Gesù disse a Pietro, Giacomo e Giovanni cjùhe da quel momento sarebbero stati pescatori di uomini.

QUADRO N. 7 - Il lebbroso

In questo quadro viene rappresentato il miracolo della guarigione del lebbroso e, insieme ai due che seguono, rappresenta alcuni dei miracoli che Gesù ha compiuto sugli uomini mediante guarigioni e resurrezioni. Gesù incontra un lebbroso che lo prega di guarirlo. Egli lo tocca e lo guarisce. Gli chiede, poi, di non rivelare a nessuno quanto era accaduto ma di andare dal sacerdote per la benedizione secondo quanto previsto dalla legge di Mosè.

QUADRO N. 8 - Il cieco nato

Il miracolo rappresentato in questo quadro vuol dare risalto a Gesù "luce del mondo". Gesù, incontrato un uomo cieco dalla nascita, replica ai discepoli che ritenevano la cecità causata dal peccato di quell'uomo o dei suoi genitori, che la cecità di quell'uomo era un mezzo perché potesse manifestarsi l'opera di Dio. Pertanto sputa per terra e con il fango ottenuto spalma gli occhi dell'uomo. Il cieco va a lavarsi nella piscina di Siloe e torna a vedere.

QUADRO N. 9 - Resurrezione di Lazzaro

In questo nono quadro si rappresenta la resurrezione di Lazzaro, fratello di Marta e Maria. Gesù amava molto i tre fratelli ma venuto a conoscenza della malattia di Lazzaro, non si reca subito a guarirlo perché sa che tale malattia sarebbe stata uno strumento per la manifestazione della gloria di Dio. Gesù arrivato presso il sepolcro di Lazzaro, morto già da quattro giorni, fa rimuovere la pietra tombale e grida a Lazzaro di uscire dalla tomba. Lazzaro esce con le mani ed i piedi legati con bende e il viso coperto dal sudario. Gesù rivela così di essere "resurrezione e vita" sia perché può ridare la vita al corpo sia perché può dare la vita spirituale ed eterna.

QUADRO N. 10 - La Natività

Il percorso biblico attraverso i miracoli dell'Antico e del Nuovo Testamento, iniziato con la rappresentazione della Creazione, si chiude con la rappresentazione della Nascita di Cristo. Quest'anno abbiamo voluto lasciare la rappresentazione tradizionale del presepe, per dare maggiore risalto alle figure dominanti dell'evento prodigioso della nascita del Salvatore, figlio di Dio e luce del mondo. Pur non avendo dimenticato l'umiltà dell'ambiente scelto da Dio per la nascita del Figlio (possiamo vedere in fondo la capanna povera ed essenziale), si è voluto dare risalto alla regalità e divinità di Cristo, inquadrando l'immagine della Sacra Famiglia attraverso un arco marmoreo che rappresenta la Chiesa.

 

 

 

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