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LA BIBBIA NEL PARCO
2003
2010
 
 
 
 
7° EDIZIONE - NATALE 2003 - "LA CARITA'"

QUADRO N. 1 - Abramo e Lot

Questa settima edizione della "Bibbia nel Parco" affronta, a chiusura del ciclo delle tre Virtù Teologali, il tema della Carità intesa come fondamento della pace attraverso il rispetto della dignità altrui e il senso di fratellanza, argomento di scottante attualità. Il primo esempio di Carità lo troviamo nell'Antico Testamento nell'episodio della separazione tra Abramo e il nipote Lot. Abramo era partito dall'Egitto, insieme alla moglie e al nipote, per tornare nel Negheb, dove prima aveva costruito un altare. Sia Abramo che Lot possedevano molti greggi e tende ma il territorio non era sufficiente per tutti. Allora Abramo, con atteggiamento fraterno, disse a Lot che per evitare discordie era opportuno separarsi. Il Signore indicò ad Abramo una piccola porzione di terra nei pressi di Ebron che diventa la radice del regno promesso.

QUADRO N. 2 - Giustizia nei Giudizi

Uno degli aspetti della Carità è il rispetto della coscienza. Ogni uomo deve essere visto come un fratello, quindi le opere di carità devono essere rivolte anche ai nemici. In questo quadro viene rappresentato il comandamento trasmesso da Dio a Mosè sul Monte Sinai, incentrato sui rapporti tra gli uomini, facendo tra l'altro riferimento alla giustizia nei giudizi. Dice il Signore: "Quando vedrai l'asino del tuo nemico accasciarsi sotto carico, non abbandonarlo a se stesso; mettiti con lui ad aiutarlo".

QUADRO N. 3 - Aiuta il povero

Tema di questo quadro è l'elemosina quindi la Carità verso i poveri. Si prende spunto dai discorsi di Mosè nel Deuteronomio, dove parlando al popolo dice di portare alla fine di ogni triennio, la decima parte del loro raccolto alle porte della città perchè possa essere distribuita al levita, all'orfano, alla vedova affinchè possano mangiare e saziarsi. Viene affermato in questo modo il concetto che la terra è dono di Dio e come tale è destinata a tutti gli uomini. E' fondamentale quindi che ogni uomo si ricordi sempre che il povero esiste e bisogna praticare la Carità con generosità e delicatezza.

QUADRO N. 4 - Amicizia di Gionata con Davide

Il quadro che vedete qui rappresentato narra la storia di una delle amicizie più celebri della storia, quella tra Gionata e Davide. La Carità in questo caso è benevolenza, generosità, amicizia disinteressata e benefica. Durante la guerra tra gli uomini di Israele e i Filistei, Davide affronta Golia ed ha la meglio su di lui. Viene quindi invitato dal re Saul e ne conosce il figli Gionata. In segno di carità fraterna Gionata da a Davide il suo mantello, le sue vesti, la spada, l'arco e la cintura. L'amicizia tra i due giovani sarà così forte che Gionata difenderà successivamente Davide dall'invidia di Saul per le sue tante vittorie.

QUADRO N. 5 - Carità verso i nemici

In questo quadro viene narrata la clemenza degli israeliti nei riguardi dei nemici. Il re di Aram, in guerra con israele, non riusciva a vincere alcuna battaglia poichè il profeta Eliseo informava il re d'Israele dei luoghi in cui essi si accampavano. Il re di Aram tentò di catturare Eliseo il quale, vistosi assediato, chiese al Signore di rendere ciechi quei soldati e li condusse in Samaria, rendendoli prigionieri del re d'Israele. Questi chiese al profeta se li doveva uccidere ma Eliseo rispose che fosse dato loro da mangiare e da bere e, poi, fossero rimandati dal loro re. Da quel momento gli aramei non entrarono più in Israele. La Carità è un grande comandamento sociale poichè si manifesta anche nel rispetto dei diritti degli altri e nella pratica della giustizia.

QUADRO N. 6 - Appello alla Carità

In questo quadro viene rappresentato il vecchio Tobi che, ormai diventato cieco e sofferente, chiede al signore di farlo morire e chiama il figlio Tobia per dargli gli ultimi consigli. Egli esorta il figlio a compiere opere buone ed in particolare a non "voltare mai la faccia la povero". Torna anche in questo passo biblico l'importanza dell'elemosina proporzionata alle proprie possibilità e dell'indifferenza intesa come peccato verso l'amore di Dio.

QUADRO N. 7 - La Fonte

Con questo quadro si passa dal Vecchio al Nuovo Testamento. Per i discepoli di Gesù è fondamentale il dovere di nutrire gli affamati perchè nutrire l'affamato, dissetare chi ha sete vuol dire placare attraverso i fratelli la fame e la sete di Gesù. Carità è, quindi, anche alleviare le sofferenze altrui. Di questa carità dobbiamo sempre aver sete: la fonte ne è aperta alle anime desiderose, assetate di Dio. La sete torturante attende chi non vede l'affamato alla sua porta. Dice Gesù: "Chi ha sete venga, chi vuole attinga gratuitamente l'acqua della vita".

QUADRO N. 8 - Esortazione alla Carità

Il tema della Carità viene rappresentato in questo quadro attraverso il concetto espresso in un passo biblico tratto dalla lettera di Paolo ai Galati. Vedete Paolo che scrive esortando i fratelli ricchi di spirito a correggere con dolgezza le colpe altrui e a vigilare con se stessi per non cadere a loro volta in tentazione.

QUADRO N. 9 - Il giudizio fianle

Il giudizio finale è uno dei momenti più forti dei riferimenti biblici alla Carità. Nel Vangelo secondo Matteo si legge che alla fine del mondo Gesù verrà a giudicare i vivi ed i morti sulla carità. Coloro che avranno mostrato carità verso il prossimo saranno accolti alla destra di Dio perchè attraverso i fratelli avranno manifestato l'amore verso Dio stesso. Ha detto Gesù: "In verità vi dico: ciò che avete fatto ai miei fratelli più piccoli lo avete fatto a me; ciò che non avete fatto ai miei fratelli più piccoli non lo avete fatto a me".

QUADRO N. 10 - La Natività

La carità cristiana è rappresentata dalla Carità di Dio che dona il Figlio per la salvezza di tutti gli uomini peccatori, senza merito alcuno da parte nostra. Si tratta quindi di carità universale, senza barriere sociali o razziali. Non disprezza nessuno ma anzi esige l'amore verso i nemici, il perdono senza limiti, il rendere bene per male. Ecco la Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio prediletto per salvarci dal peccato. Dio non ha risparmiato il proprio figlio ma lo ha dato per noi.

 

 

 

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