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La
CHIESA - "Maria SS. della Misericordia" |
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“A Greco, là
dove gli antichi verzieri di Bonaria son chiusi
da un’erbosa collina a piè di un ulivo
sorge l’ampio e magnifico Santuario di Nostra
Signora della Misericordia.
Ebbe principio nel 1637, proprio in quel luogo
dove di vedeva una cappelletta, quasi abbandonata
con l’immagine di tanta Diva.
Si ridestò e si rifoncolò, negli
animi dei fedeli la devozione verso quella Santa
Immagine per una grazia che ottenne un pio vecchierello
Ericino, chiamato zio Girolamo Verderame. Si
raccolsero copiose elemosine, e stabilitone
a procuratore un pio Sacerdote, don Vincenzo
Picara, il popolo ericino, sempre devotissimo
della Madre di Dio con nuova splendida ed incensurabile
munificenza le eresse quest’altro Santuario
e, per comodo dei fedeli, vi aggiunse vari appartamenti
di case, come aveva adoperato con i Santuari
di San Vito e di Custonaci. Nel 1769 fu abbellita
con stucco e pitture affresco, coro entro il
cappellone e sacrestia del Beneficiale Stacca.
La sua forma è quadrata e bislunga ad
una nave con tre altari e il cappellone. Degli
altari bassi uno è a destra con la statua
in legno del SS. Crocifisso scolpita da Giuseppe
Pollina, a sinistra il primo altare e la nascita
di N.S. Gesù Cristo dipinta affresco
sul muro.
Per devozione di Clemente Cammarata fu donata
una statua in legno di S. Giuseppe con bambino
Gesù del 1879 scolpita da Pietro Croce.
Il secondo è di N.S. di Custonaci tela
ad olio di Pietro d’Andrea detto Poma. Sull’ara
del Cappellone si venera N.S. della Misericordia,
bellissima tela ad olio dipinta dal celebre
Andrea Carreca, la quale è nel commoventissimo
atteggiamento di placare l’indignazione del
Figliolo Suo e di eccitarlo di pietà
per i colpevoli figli di Adamo. La Gradinata
del Cappellone è in marmo bianco libico,
la balaustra e il pavimento dello stesso marmo
bianco e bigio. La volta ha quattro affreschi,
i primi due logori dal tempo e pressoché
cancellati, gli altri due si conservano ancora.
L’organo di nobile fattura è posto sulla
porta maggiore.
Nel gradino fra le due balaustre, sopra una
lapide di marmo libico sta scolpito lo stemma
della famiglia Stacca “un monte e in alto una
cometa” il blasone sta in mezzo a decorazioni
vescovili, il cappello e i due fiocchi che pendono
ai due lati.
Nella sacrestia si ammira un bellissimo armadio
per conservare gli arredi sacri, lavorato in
stile composito, ornato qua e là da piccole
balaustre in legno e dipinti graziosamente color
celestino, con variate figure e paesaggi”.
G.
Castrinovo “Erice sacra”, Ms. a cura del Can.
A. Amico, Biblioteca Comunale Erice
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